SARS-CoV-2: cosa succede nel mondo?

Continuiamo con questo osservatorio sulla dimensione globale della pandemia. Da questa settimana smettiamo di riportare i dati di Cina e Corea del Sud, ormai stabili e non più utili per il raffronto, mentre inseriamo la Russia. Vi invitiamo a segnalarci quali altri stati potrebbero essere di vostro interesse.

I dati qui riportati sono ricavati dal database della John Hopkins (link) e possono essere facilmente scaricati. 

Cominciamo con guardare alla situazione attuale. Come previsto, il numero di casi negli Stati Uniti ha continuato ad aumentare e risultano ormai al primo posto anche per quanto riguarda i decessi. Sebbene il trend sia in crescita, il tempo di duplicazione calcolato sugli ultimi nove giorni risulta in costante aumento nel tempo, il che indica un rallentamento. Nonostante ciò, gli Stati Uniti rimangono uno dei paesi a più rapida evoluzione. Stando così le cose, e tenendo conto del progressivo rallentamento, è lecito attendersi entro tre settimane il superamento del milione di casi. Tale numero sarà però superato molto prima in Europa, dato che il nostro continente è ormai a ridosso di questa soglia psicologica.

Prendiamo adesso in considerazione il grafico dei casi totali in funzione del tempo, allineando allo stesso tempo zero gli stati che teniamo sotto osservazione da ormai un mese e la new entry. La soglia è fissata al superamento dei mille casi, diversamente da quanto fatto nei precedenti post.

La lunga fase di plateau sembra, a una prima occhiata, protrarsi ancora oggi. Possiamo però avere un’idea più precisa sul trend facendo riferimento alle differenze giornaliere nel numero di casi.

Il grafico mostra che ci troviamo effettivamente in una fase di rallentamento, con oscillazioni su base giornaliera che sono raccontate spesso dai media con toni allarmistici o trionfalistici. Ovviamente, il dato sul singolo giorno serve a poco, mentre il trend è decisamente più indicativo e, almeno a quanto sembra, incoraggiante. Lo stesso andamento si può osservare negli altri paesi, escluso il Regno Unito, dove potremmo essere nelle vicinanze del flesso della curva dei casi, e la new entry, la Russia. In quest’ultima, l’epidemia sta esplodendo con un certo ritardo rispetto al nostro continente e la speranza è che questo tempo e l’esperienza maturata dagli altri paesi verranno messi a frutto, anche se la crescita sembra già impennarsi.

Un modo lievemente differente di osservare lo stesso fenomeno consiste nel confrontare gli incrementi percentuali rispetto al giorno precedente. Il grafico mostra un calo costante, che indica un chiaro distaccamento dalla crescita esponenziale.

Ma questo dato trova la sua ragion d’essere se riferito agli attualmente positivi: infatti, nella fase risolutiva si avrà il passaggio da valori positivi a valori negativi, indicando la progressiva risoluzione della pandemia. Nel momento in cui i valori sono solo positivi, è possibile interpolare la curva per ottenere una stima approssimativa di quando avverrà questa transizione verso la fase calante della pandemia. Anche in questo caso, i tedeschi sembrano andare meglio di tutti, seguiti da Spagna e Italia.

Per concludere, diamo un’ultima occhiata ai due istogrammi. La letalità sembra essersi stabilizzata. Questo fatto potrebbe indicare che il rapporto tra tamponi e decessi si sta assestando. Sarà interessante osservare come cambierà questo valore durante l’epidemia in Russia, poiché sarà un buon indice dell’adeguatezza del numero dei tamponi effettuati; è verosimile che il valore attuale, estremamente basso, dipende anche dal fatto che l’evoluzione dell’epidemia è ancora in fase iniziale.

La Russia risulta inoltre molto performante in termine di guarigioni, essendo seconda solo alla Germania, ma anche questo è un dato su cui porremo molta attenzione nelle settimane a venire. Continuano ad essere infime le performance di Paesi Bassi e Regno Unito, dove sembra che di coronavirus si possa solo morire, a meno di non essere i promotori della Brexit.

Info Autore
MD, PhD, corsista CFSMG
Dottorato in ingegneria delle telecomunicazioni, 3 anni tra ricerca e industria, laurea in medicina e chirurgia. Negli anni ho continuato a sviluppare codice Matlab per l’ambito clinico e oggi analizzo i dati disponibili sul COVID-19.
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MD, PhD, corsista CFSMG
Dottorato in ingegneria delle telecomunicazioni, 3 anni tra ricerca e industria, laurea in medicina e chirurgia. Negli anni ho continuato a sviluppare codice Matlab per l’ambito clinico e oggi analizzo i dati disponibili sul COVID-19.
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