L’uso razionale delle mascherine

Prendiamo spunto dalla vignetta di Fabio Vettori per Studio Medico 3.0, per approfondire l’uso razionale delle mascherine e dei respiratori facciali e, più in generale, dell’uso razionale dei dispositivi di protezione individuale.

Il nuovo coronavirus sta facendo avvicinare un po’ tutta la popolazione a quelle che negli ospedali sono le norme igienico-sanitarie standard negli ospedali anche in “tempi di pace”, ad esempio nelle sale operatorie.

Ma, per farle proprie e proteggere al meglio se stessi e gli altri, queste pratiche devono essere apprese in modo razionale ed efficiente.

Da qui nasce l’idea di trasmettere le nozioni fondamentali in modo semplice e intuitivo, come in queste vignette.

Ecco come sono nate le definizioni delle mascherine “altruiste, professionali o intelligenti”: scopriamo le ragioni di queste definizioni e, soprattutto, come scegliere la protezione più adeguata.

Teniamo sempre a mente il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che individua diverse tipologie:

  • di trasmissione (droplets e da contatto)
  • di paziente: i più contagiosi sono quelli che tossiscono o starnutiscono. Indossando una mascherina chirurgica o coprendosi naso e bocca con un fazzoletto, la diffusione del virus si riduce notevolmente, anche se un recente studio apparso su Annals of Internal Medicine ha mostrato che questo tipo di mascherina non sia in grado di filtrare le “goccioline”, e quindi il virus, in caso di tosse.
  • di  contatto assistenziale – il rischio aumenta quando:
    • il contatto è ravvicinato (meno di 1 metro) e prolungato (più di 15 minuti)
    • il contatto è ripetuto e continuativo, tanto da aumentare il tempo di esposizione (setting ospedaliero e ambulatoriale)
    • si eseguono manovre a rischio di aerosolizzazione, come intubazione, rianimazione cardiopolmonare, estubazione, broncoscopia, induzione di espettorato, ispezione del cavo orale, terapie in grado di produrre nebulizzazione, come NIV, BPAP e CPAP

La mascherina “altruista” è quella per tutta la popolazione, soprattutto se asintomatica o paucisintomatica (per esempio, solo con febbre e in attesa di tampone).

Questo perché, come dimostrato dallo studio appena citato, un paziente positivo che tossisce può trasmettere il virus anche indossando questa mascherina.

La completa “dotazione altruista” prevede anche l’uso di guanti (rigorosamente USA E GETTA) per evitare che la contaminazione delle mani – che hanno magari coperto la bocca per uno starnuto – possa trasmettersi per contatto ad altre persone, con una stretta di mano o toccando il corrimano delle scale o gli alimenti al supermercato.

Se la mascherina chirurgica è altruista, non possiamo dire lo stesso di quelle con la valvola, che generalmente sono le “professionali”, usate dal personale sanitario.

Sono i respiratori facciali FFP2 o FFP3, che possono essere con o senza valvola.

La valvola serve principalmente al comfort dell’operatore che, dovendo stare molte ore con una maschera che taglia il respiro, necessita di uno sfogo per respirare e tollerare meglio il dispositivo.

Gli operatori sanitari, che magari applicano procedure ad altissimo rischio di aerosolizzazione o devono visitare pazienti positivi o sospetti stando a stretto contatto con loro, ne hanno un bisogno assoluto.

Per i normali cittadini, i respiratori con valvola sono uno spreco e, peggio ancora, un rischio per chi passa loro vicino, dato che, proprio per la presenza della valvola, rischia di essere infettato anche se pensa di essere protetto.

Gli stessi medici e operatori sanitari, consapevoli del fatto che la valvola permette la fuoriuscita del virus, usano spesso una ulteriore mascherina chirurgica sopra la maschera con valvola, proprio per limitare il contagio da operatore a paziente sospetto e ambiente. 

Ecco così quella che possiamo definire la mascherina “professionale e altruista”.

Infine, la mascherina intelligente è quella senza valvola.

È  sicuramente intelligente usarla per la popolazione (solo se disponibile, dato il costo elevato) perché evita la trasmissione del virus (non avendo valvola) e impedisce di infettarsi, date le sue particolari caratteristiche che intrappolano il virus nelle proprie maglie.

Da medico e operatore sanitario il mio appello è questo:

  • NON usate mascherina con la VALVOLA, oppure usatela applicando una seconda mascherina chirurgica sopra
  • BUTTATE i guanti ogni volta che rientrate a casa, oppure lavateli con soluzioni alcoliche ad hoc per poterli riusare
  • SIATE CONSAPEVOLI che chi ha disperato bisogno di filtranti facciali FFP2/3 sono i medici e gli infermieri che vi assistono. Se non proteggiamo loro non potremmo curare neanche voi.

Ad oggi l’elenco dei medici caduti PER Coronavirus è di 100 colleghi, di cui 40 medici di famiglia, costantemente aggiornato nel sito della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici e Chirurghi.

Siate altruisti, siate intelligenti!

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MMG , ASL Teramo
MMG, ASL Teramo Medico di Medicina Generale con la passione per le politiche sanitarie (Master in Economia e Management Sanitario)
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