Confronto internazionale: i segni del rallentamento?

Continuiamo a guardare ai  dati internazionali, per valutare l’andamento della pandemia negli stati che abbiamo deciso di osservare. Volendo, potremmo analizzarne anche altri: segnalateci pure quelli che vi possono interessare.

I dati qui riportati sono ricavati dal database della John Hopkins (link) e possono essere facilmente scaricati. 

Cominciamo anche questa volta dal grafico dei casi totali, che presenta importanti novità. I dati in figura sono allineati al medesimo tempo zero, ovvero al momento in cui è stato superato il numero minimo di casi cinesi disponibile sul database, pari a 548.

Mentre la crescita delle scorse settimane faceva sentire il bisogno di ricorrere alle scale semilogaritmiche, oggi la scala lineare può essere una buona scelta, anche se rende più difficile l’osservazione dei Paesi Bassi, che stanno andando piuttosto bene (anche se hanno il vantaggio di una popolazione di “appena” 17 milioni di abitanti).

La curva raffigurata non è più l’esponenziale di cui abbiamo parlato, ma sta deflettendo, almeno in alcuni paesi, tra cui l’Italia. Ad oggi, quanto abbiamo detto precedentemente vale ancora per gli Stati Uniti, in cui i casi raddoppiano ogni quattro giorni e i decessi ogni tre (ammesso che non si vedano a breve gli effetti del lockdown). Per tale motivo, tra tre giorni  i decessi saranno circa 8000, mentre tra quattro giorni il numero di casi sarà estremamente elevato.

Per apprezzare la variazione dell’andamento della curva, possiamo ricorrere all’incremento giornaliero dei casi che, essendo il rapporto incrementale su un giorno, è una buona approssimazione della derivata della curva cumulativa dei casi.

Come si evince facilmente guardando i pallini blu, l’Italia è in una fase in cui questo incremento si mantiene pressoché costante, eccezion fatta per piccole oscillazioni legate alla variabilità del dato misurato.

È dunque ragionevole che in questo periodo si raggiunga il massimo della derivata o persino che lo si sia già raggiunto. In altri termini, siamo attorno al flesso della curva dei casi che, come si evince guardando la Cina, avrà globalmente un andamento sigmoideo nel momento in cui andremo incontro ad una risoluzione. 

Tutto questo vuol dire che il numero di nuovi casi giornalieri è in diminuzione e la diffusione sta rallentando: ricordiamo che i casi sono la somma di positivi, guariti e deceduti. Se volessimo farci un’idea di questo rallentamento, non faremmo più affidamento al modello esponenziale, ma molto più banalmente al modello lineare. D’altronde, è come se stessimo viaggiando in auto a velocità costante (nuovi casi giornalieri) e volessimo sapere quanti chilometri percorreremo in un certo tempo (incremento dei casi totali). Tutto ciò è facilmente ottenuto con una regressione lineare, che ci permette di concludere che per ora i casi in Italia aumentano al ritmo di circa 4800 casi al giorno, prendendo in considerazione gli ultimi cinque giorni. Se volessimo calcolare il tempo di raddoppio, questo sarebbe di 22 giorni: basterebbe dividere i casi totali attuali per il tasso stimato. Ma questo tasso è destinato a cambiare e auspicabilmente a diminuire, se ognuno di noi rispetta il distanziamento e non contribuisce alla diffusione del virus.

Un’ulteriore considerazione da fare è sul numero di decessi. Qui il trend non è ben definito come nel grafico dell’incremento dei casi, ma comincia a percepirsi la possibilità di trovarci in prossimità di un flesso. Mentre i casi sono un dato poco affidabile, perché dipendente dal numero variabile di tamponi e dai criteri con cui i tamponi sono effettuati, il numero dei decessi potrebbe essere una scelta migliore. Questo dovrebbe mostrare un andamento simile a quello dei casi, ma ritardato di alcuni giorni. Sembra che nell’ultima figura si possa osservare proprio questa tendenza. Speriamo di poterlo raccontare con maggiore sicurezza la settimana prossima.

Info Autore
MD, PhD, corsista CFSMG
Dottorato in ingegneria delle telecomunicazioni, 3 anni tra ricerca e industria, laurea in medicina e chirurgia. Negli anni ho continuato a sviluppare codice Matlab per l’ambito clinico e oggi analizzo i dati disponibili sul COVID-19.
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MD, PhD, corsista CFSMG
Dottorato in ingegneria delle telecomunicazioni, 3 anni tra ricerca e industria, laurea in medicina e chirurgia. Negli anni ho continuato a sviluppare codice Matlab per l’ambito clinico e oggi analizzo i dati disponibili sul COVID-19.
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